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Smart SOC — Security Operations Center

Un SOC distribuito sul territorio nazionale

Rilevazione, qualificazione e risposta agli incidenti come servizio continuativo. Non una console consegnata al cliente, ma analisti che guardano i sistemi e intervengono secondo procedure concordate.

Architettura
Nodi distribuiti
Motore di correlazione
SGBox — SIEM e SOAR
Copertura
Fino a continuativa
Raccordo normativo
GDPR art. 33 · NIS2

Architettura

Perché distribuito e non centralizzato

Un centro operativo unico è un punto singolo di cedimento: se diventa indisponibile, il presidio si ferma proprio quando serve. Smart SOC è costruito come rete di nodi coordinati sul territorio, con tre conseguenze concrete.

ContinuitàL'indisponibilità di un nodo non interrompe il monitoraggio: le attività si ridistribuiscono sugli altri.
ProssimitàUn riferimento tecnico geograficamente vicino, quando serve un intervento che non si risolve da remoto.
LatenzaRaccolta e correlazione più vicine alla fonte, con meno traffico da trasportare e tempi di rilevazione più brevi.
Dati in ItaliaLa piattaforma di raccolta è sviluppata in Italia: i log non escono dal perimetro europeo.
TorinoMilanoVicenzaVeneziaGenovaParmaBolognaFirenzeAnconaPescaraRomaNapoliBariCagliariCatanzaroPalermoCatania
Nodo territoriale attivo Presidio diretto della centrale

Dove non è ancora presente un nodo territoriale, il servizio è erogato direttamente dalla centrale. La rete si amplia man mano che entrano nuovi partner.

Perimetro

Che cosa monitoriamo

Le sorgenti vengono definite in fase di attivazione in base all'infrastruttura reale. Queste sono quelle ricorrenti.

Endpoint e serverPostazioni, server fisici e virtuali, con rilevamento e risposta a livello di sistema operativo.
Perimetro di reteFirewall, VPN e accessi remoti, con particolare attenzione agli accessi dei fornitori.
IdentitàAutenticazioni, accessi anomali, privilegi amministrativi e alterazioni degli account.
Posta elettronicaVettore ancora dominante: phishing, allegati, regole di inoltro create senza autorizzazione.
Ambienti cloudConfigurazioni, condivisioni verso l'esterno e attività amministrative sui tenant.
BackupEsito dei salvataggi e tentativi di manomissione: è il bersaglio che gli attaccanti colpiscono per primo.

Operatività

Cosa succede quando scatta un allarme

È la domanda che conta più di ogni scheda tecnica, perché distingue un servizio presidiato da uno strumento installato.

01

Rilevazione

Il motore di correlazione riconosce l'anomalia mettendo insieme eventi che, presi singolarmente, non direbbero nulla.

02

Triage

Un analista verifica se si tratta di un falso positivo. È il passaggio che nelle soluzioni non presidiate manca del tutto.

03

Qualificazione

Si stabilisce gravità e perimetro: quali sistemi, quali dati, da quanto tempo, con quale probabile origine.

04

Contenimento

Isolamento dei sistemi coinvolti secondo le azioni concordate in contratto, preservando le evidenze.

05

Chiusura

Ripristino, relazione sull'accaduto e indicazioni correttive perché non si ripeta dallo stesso varco.

Sul contenimento serve un chiarimento preliminare. Isolare una macchina significa fermare un'attività aziendale. Quali sistemi possiamo isolare in autonomia e quali richiedono la vostra autorizzazione preventiva viene deciso e messo per iscritto prima dell'attivazione, non durante l'incidente.

Livelli di servizio

Tre coperture, secondo la criticità

La scelta non dipende dalla dimensione dell'azienda ma da quanto costa un'ora di fermo e da quando l'infrastruttura è realmente esposta.

LivelloPresidioAdatto a
BaseAnalisti operativi in orario lavorativo. Fuori orario la raccolta e la correlazione proseguono, le segnalazioni vengono prese in carico alla riapertura.Organizzazioni che operano in orario d'ufficio e possono tollerare un fermo notturno.
EstesoPresidio ampliato a fasce serali e prefestive, con reperibilità per gli eventi di gravità elevata.Produzione su più turni, commercio, strutture con attività oltre l'orario standard.
ContinuativoPresidio senza interruzione, festivi compresi, con intervento immediato sugli eventi critici.Sanità, servizi essenziali, soggetti NIS2 e chiunque abbia un costo di fermo elevato.

Tempi di presa in carico e di risposta sono definiti in contratto per ciascuna classe di gravità, insieme alle azioni di contenimento autorizzate.

Gestione delle vulnerabilità

Prevenire costa meno che rispondere

Il monitoraggio interviene quando qualcosa sta accadendo. La gestione delle vulnerabilità riduce le occasioni perché accada, ed è un servizio continuativo, non una scansione periodica.

Vulnerability management

Inventario degli asset esposti, rilevazione continua sincronizzata con i repository NVD e CVE del NIST, classificazione per criticità e contesto — una vulnerabilità grave su un sistema isolato pesa meno di una media su un sistema esposto — e supporto alla remediation.

Il valore sta nella serie storica. Vedere il numero di esposizioni scendere nel tempo dice molto più di una fotografia isolata, ed è l'evidenza che serve in sede di audit o davanti a un committente che valuta la vostra sicurezza.

Vulnerability assessment e penetration test

Verifica puntuale su infrastrutture, applicazioni web e sistemi esposti. L'assessment individua le debolezze; il penetration test verifica quali siano effettivamente sfruttabili e con quale impatto reale.

Consegniamo due documenti distinti perché servono a due lettori diversi: un report direzionale con il quadro di rischio e le priorità, e un report tecnico con evidenze, riproducibilità e indicazioni di correzione.

Raccordo normativo

Il presidio produce le evidenze che gli obblighi richiedono

È il punto in cui Smart SOC e la parte Compliance si incontrano, ed è la ragione per cui teniamo insieme le due cose invece di venderle separate.

GDPR — art. 32Le misure tecniche non vanno solo adottate ma verificate regolarmente. Un presidio documentato è la prova che la verifica avviene.
GDPR — art. 33La notifica al Garante entro 72 ore richiede di sapere quali dati siano stati coinvolti. Senza log conservati, quella valutazione non è possibile.
NIS2 — Allegato 1 ACNDiversi controlli riguardano rilevazione, gestione delle vulnerabilità e capacità di risposta: il servizio li copre e li documenta.
Integrità delle evidenzeI log sono cifrati e resi immutabili sulla piattaforma di raccolta: reggono in sede di verifica e in caso di denuncia di sinistro.

Attivazione

Come si parte

FASE 01

Ricognizione

Censimento dell'infrastruttura, delle sorgenti disponibili e di quanto è già in uso. Ne esce il perimetro da presidiare.

FASE 02

Regole d'ingaggio

Livello di servizio, classi di gravità, azioni di contenimento autorizzate, referenti e catena di escalation. Tutto per iscritto.

FASE 03

Messa in esercizio

Collegamento delle sorgenti, taratura delle regole di correlazione e periodo di affinamento per ridurre i falsi positivi.

FASE 04

Esercizio

Presidio continuativo, report periodici alla direzione e revisione delle regole quando l'infrastruttura cambia.

Domande frequenti

Su Smart SOC

Dobbiamo sostituire quello che abbiamo già?

Nella maggior parte dei casi no. Firewall, antivirus e strumenti di protezione già presenti diventano sorgenti da cui raccogliamo eventi. La ricognizione iniziale serve proprio a stabilire cosa è riutilizzabile e cosa invece non produce dati utilizzabili.

Serve personale informatico interno?

No. Il servizio è pensato per organizzazioni che non hanno un presidio interno: siamo noi a ricevere le segnalazioni, qualificarle e intervenire. Serve però un referente aziendale raggiungibile per le decisioni che hanno impatto sull'operatività.

Quanti allarmi ci arriveranno?

Pochi, ed è il punto. Il valore del presidio sta nel filtro: gli eventi grezzi sono migliaia al giorno, quelli che meritano l'attenzione della direzione sono pochi al mese. Un servizio che vi inoltra tutto sta scaricando su di voi il lavoro per cui è stato pagato.

Cosa succede se l'attacco riesce comunque?

Nessun presidio azzera il rischio, e chi lo promette è da evitare. Quello che cambia è il tempo di rilevazione e la qualità della reazione: contenimento immediato, evidenze conservate, e supporto nella valutazione della violazione e nelle eventuali notifiche al Garante e all'Agenzia.

Vale anche per chi è nostro fornitore in una filiera NIS2?

Sì, ed è uno degli usi più frequenti. Un committente soggetto alla direttiva deve documentare la sicurezza dei propri fornitori: un presidio attivo con reportistica periodica è un'evidenza che potete produrre invece di un questionario da rincorrere.

Partiamo da una ricognizione

Spesso il primo risultato utile emerge già lì: quasi sempre troviamo qualcosa di esposto che nessuno sapeva ci fosse.

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