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AI Act: gli obblighi sono già iniziati

Dal 2 agosto 2026 si applicano trasparenza e sanzioni. Il rinvio riguarda solo i sistemi ad alto rischio.

Reg. UE 2024/1689 · Digital Omnibus 2026

Cosa è cambiato, e cosa no

Nelle settimane precedenti ad agosto 2026 è intervenuto il Digital Omnibus, che ha riscritto parte del calendario di applicazione. La lettura che circola è però imprecisa in una direzione pericolosa: molti hanno capito che sia stato rinviato tutto. Non è così, e chi si è fermato ai titoli rischia di trovarsi scoperto.

Già in vigore, senza proroghe

  • Gli obblighi di trasparenza dell'art. 50: chi interagisce con un sistema di IA deve esserne informato, i contenuti generati o manipolati vanno dichiarati, e lo stesso vale per i sistemi di riconoscimento delle emozioni
  • Il regime sanzionatorio, con importi che arrivano fino a 35 milioni di euro o al 7% del fatturato mondiale annuo per le violazioni più gravi
  • La piena operatività delle autorità nazionali di vigilanza

Rinviato

Le disposizioni sui sistemi ad alto rischio: al 2 dicembre 2027 per i sistemi autonomi dell'Allegato III, al 2 agosto 2028 per quelli integrati nei prodotti dell'Allegato I. Il motivo è concreto: gli standard armonizzati e gli strumenti di valutazione della conformità non erano pronti.

In vigore da prima

  • Dal 2 febbraio 2025 le pratiche vietate dell'art. 5 e l'obbligo di alfabetizzazione, cioè di garantire un livello adeguato di competenza a chi utilizza sistemi di IA per conto dell'organizzazione
  • Dal 2 agosto 2025 gli obblighi sui modelli per finalità generali

Il primo passo non è tecnologico

È sapere quali sistemi di intelligenza artificiale sono già entrati in azienda. Nella maggior parte dei casi sono arrivati dal basso — un reparto che ha attivato un assistente, un fornitore che ha aggiunto una funzione al gestionale, un collaboratore che usa uno strumento personale sul lavoro — senza che nessuno li abbia deliberati né censiti.

Non si può governare ciò che non si conosce, e non si può dichiarare la trasparenza di un sistema di cui si ignora l'esistenza.

Cosa facciamo

  • Inventario dei sistemi di IA in uso, inclusi quelli introdotti dai singoli reparti e quelli incorporati in software di terze parti
  • Classificazione del ruolo: fornitore o utilizzatore, con conseguenze molto diverse sul piano degli obblighi
  • Classificazione del rischio per ciascun sistema, con verifica delle pratiche vietate
  • Informative di trasparenza dove previste dall'art. 50
  • Piano di alfabetizzazione del personale, obbligatorio e già esigibile, con attestazione
  • Raccordo con il GDPR quando il sistema tratta dati personali
  • Presidio dell'evoluzione normativa, con revisione alle scadenze del 2027 e del 2028

Il punto che sfugge: AI Act e GDPR non coincidono

Si sovrappongono ma rispondono a logiche diverse. Il GDPR protegge gli interessati rispetto al trattamento dei loro dati; l'AI Act protegge sicurezza e diritti fondamentali rispetto al sistema in quanto tale, anche quando i dati personali non sono coinvolti.

Un sistema di IA che tratta dati personali risponde a entrambi. Trattarli separatamente significa produrre due impianti documentali che non si parlano, e pagare due volte lo stesso lavoro di ricognizione.

Contenuto aggiornato ad agosto 2026. Il quadro è in evoluzione: verificate sempre la versione vigente delle norme citate.

Domande frequenti

Quello che ci chiedono

Usiamo solo ChatGPT in ufficio. Ci riguarda?

Sì, almeno su due punti già in vigore. L'obbligo di alfabetizzazione riguarda chi utilizza sistemi di IA per conto dell'organizzazione, indipendentemente da chi li ha sviluppati. E se i contenuti prodotti vengono diffusi all'esterno, possono ricadere negli obblighi di trasparenza. Serve inoltre verificare che nei prompt non finiscano dati personali o riservati.

Che differenza c'è fra fornitore e utilizzatore?

Il fornitore sviluppa o immette sul mercato il sistema; l'utilizzatore lo impiega nell'ambito della propria attività. Gli obblighi del primo sono molto più estesi. Attenzione però: chi personalizza in modo sostanziale un sistema altrui, o lo rimarchia, può diventare fornitore senza rendersene conto.

Il rinvio ci lascia tempo?

Solo sui sistemi ad alto rischio. Trasparenza, pratiche vietate, alfabetizzazione e sanzioni sono già applicabili. Chi si è fermato al titolo sul rinvio rischia di scoprire troppo tardi di essere scoperto proprio sulle parti in vigore.

Quanto dura una ricognizione?

Per una PMI con pochi sistemi si chiude in tempi contenuti, perché la parte lunga è l'intervista alle funzioni, non l'analisi. L'esito è un inventario con la classificazione e l'elenco degli adempimenti effettivamente dovuti, che spesso sono meno di quanto si temeva.

Sapete quali sistemi di IA usa la vostra azienda?

Quasi nessuno lo sa con precisione. È da lì che si parte.

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